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Sezione: Attualità

Inserito da LA NAZIONE il 22 Marzo 2009

IL PORTICCIOLO TURISTICO DISTRUGGERA' I CAMPEGGI E L'ANTICA PINETA COSTIERA

Promettono fuoco e fiamme i Gestori dei Campeggi ai quali non è piaciuta per nulla la bozza di piano strutturale illustrata l'altro pomeriggio a Marina dal sindaco Roberto Pucci. Del dissenso si fa potavoce il professor Lorenzo Schiaffino, storico gestore di campeggi e di ostelli alla Partaccia:<<Il piano strutturale - spiega- prevede la realizzazione di un porto turistico alla foce del Lavello. Le aree che il piano destina al porto sono quelle di maggior pregio ambientale ed economico, sulla riviera di ponente di Marina di Massa e coincidono con l'ultimo lembo della storica pineta costiera e delle spiagge inserite tra la pineta e il mare. Insomma: << Il pregio ambientale di questa zona è tale che la sua distruzione non può essere in nessun modo giustificata>>.

Secondo Schiaffino <<non si può accettare la previsione del nuovo porto, creerebbe un danno ambientale irreversibile e un effetto catastrofico sui già difficili equilibri costieri di Marina. Dal punto di vista economico porterebbe vantaggi solo ai costruttori dell'impianto e gravi danni irreparabili per l'industria turitica e la popolazione>>.

Ai Gestori di Campeggi non piace il rischio di una "cura dimagrante" in termini di spazi e posti letto, che il piano strutturale stima in 21 mila unità. <<Il porto -spiega Schiaffino- con le relative infrastrutture sulla costa distruggerebbe tutto il sistema turistico extralberghiero di Marina che genera oggi un valore aggiunto sull'economia provinciale di oltre il 4% con circa un milione di presenze annue e una spesa totale annua di oltre 80 milioni di euro, grazie ad un tessuto di imprese turistiche che in 50 anni di esperienza e professionalità ha portato il turismo extraalberghiero delle nostre zone a livelli di gran lunga superiori a quelli di anloghe strutture in tutta Italia, utilizzando sempre al massimo le potenzialità degli spazi disponibili. E ciò nonostante il disinteresse per il turismo sempre ostentato dalle amministrazioni locali>>.

La conclusione è una dichiarazione di guerra:<< Occorre contestare con violenza l'idea di distruggere una delle maggiori risorse economiche della provincia in un momento in cui esse sono diventate d'importanza vitale per il territorio e per il paese>>. 

 

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