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Sezione: Notizie storiche

Inserito da Francesca-Autore Emilio Mosti il 14 Marzo 2009

Marina di Massa - Le origini e lo sviluppo

Fino ad epoca tarda, la nostra Marina ospitò solo strutture commerciali e non abitazioni civili. Non si sviluppò, in altre parole, l'attività della pesca, come accade sempre in questi casi nel resto del mondo, così come non si svilupparono le attività ad esse connesse.Le abitazioni civili cominciarono a sorgere attorno al 1800, dopo l'intensa bonifica di tutta la zona. Risale a questo periodo la leggenda secondo la quale, per giustificare le autentiche sparizioni, degli autori di rapine provenienti dall'entroterra massese, si cominciò a raccontare di un lungo cunicolo che da Marina di Massa, seguendo il fiume Frigido, avrebbe dovuto finire nella zona dell'attuale pesa pubblica in via dei Margini. Di questo, però, non si è mai trovata traccia. Vera o non vera che fosse la leggenda, resta il fatto che certi abitanti dell'entroterra compivano spesso queste scorrerie verso la costa e poi si ritiravano, scomparendo come inghiottiti dalla terra.

Ma nel mese di luglio 1743, iniziarono davvero le reali scorrerie; infatti l'avvistamento, a breve distanza della costa del Bondano di alcuni bastimenti, forse corsari, scatenò un allarme generale tale da costringere le popolazioni della zona a prendere le adeguate precauzioni. Alcuni anni più tardi, però nel 1749, stante il pericolo di un nuovo attacco da questa orda di barbari senza scrupoli, furono prese delle decisioni irrevocabili atte a salvaguardare la costa del bondano da eventuali altre sorprese.

Nell'anno 1750, ecco nuovamente riaffacciarsi sulle nostre coste bondanesi e di ricortola, i soliti inopportuni. La difesa del Litorale che già ebbe una certa mobilitazione di uomini e di mezzi, fu rinforzata con 60 dragoni inviati in nostro aiuto dal Duca di Modena.

Quattro anni dopo, nel 1754, nuovo tentativo di aggressione da parte degli stessi predatori che fallirono anche uno sbarco per la pronta reazione dei nostri militi. Una decina d'anni più tardi, il timore di una nuova azione di pirateria, si avvverte con l'arenamento di un pinco Tunisino, una specie di veliero a tre alberi, spinto nella secca del Bondano da una violenta mareggiata.

Questo bastimento, finito sulla siaggia del Bondano la notte del 19 Dicembre 1763, ha fatto una fine ingloriosa.Notizie più certe affermano trattarsi di un Pinco Spagnolo, ceduto ai tunisini per essergli stato predato in una recente scorreria piratesca. Questo veliero, contava un equipaggio composto dal comandante, un alto Ufficiale e 39 uomini armati di tutto punto con pugnali, coltelli, sciabole e schioppi. Il veliero possedeva, per sua difesa personale, anche 4 canoni e 4 petrieri o lanciatori di pietre, il tipico armamento caratteristico delle bande di corsari dediti all'arrembaggio ed alle razzie. L'azione della difesa costiera della costa marinella subito intervenuta coi suoi dragoni a cavallo, catturò l'intera ciurma tunisina, che divenne poi, schiava del Duca di modena, dopo il periodo di quarentena trascorso nei locali del Convento di San Giuseppe. Ma le sfuriate di questi mercenari, riuscirono nuovamente a minacciare la Costa.

Probabilmente il 18 Novembre 1795, oltre agli Algerini vi erano anche Corsi francesi che gettarono molto scompiglio specialmente presso lo Scalo di San Giuseppe affollato di navicelli, di barrocci, di contadini in attesa di provvedere al carico delle ortaglie. Il ripetersi, però, di queste scorrerie piratesche, aveva diffuso tra la popolazione la psicosi di uno sbarco in forze da parte di questi corsari francesi. Non esistono sulla spiaggia, prospiciente Ricortola e Bondano, alcun strumento di difesa, fu rivolta una supplica alla Sovrana Maria Beatrice, che immediatamente recepita, dispone, gia nel gennaio 1796, l'istituzione di una Guardia Costiera d'Osservazione e di Vigilanza. Così cha allo scalo di San Giuseppe fu collocata una batteria armata con due bocche di fuoco. Per la difesa della costa furono costruiti anche alcuni Fortini, oggi scomparsi, ed un parapetto che correva lungo tutto il Litorale della costa interessata a queste scorrerie.

Per la costruzione della storia del Bondano, però, non si può fare a meno di trattare, sia pure in modo alquanto sintetico anche la soria della nostra bella Marina. Un primo avvio allo sviluppo della zona balnerare di Marina di Massa si aveva avuto, già antecedentemente nel 1889 con la costruzione della tramvia Massa - Marina, migliorata, poi, nel 1893.

Tale opera favorì un ulteriore sviluppo sia civile che commerciale dato che l'allaciamneto rappresentava anche un nuovo mezzo per il trasporto del marmo al pontile caricatore per l'imbarco e quindi un potenziale incentivo al commercio del marmo. Da allora cominciarono a sorgere i primi stabilimenti balneari Rossi, Belli, Boni ed il più famoso Doride costruito su palafitte porprio sopra le onde. Quest'ultimo è ancora ricordato dai più anziani come esempio di raffinatezza. Da quegli anni senza fretta come chi sa che l'attende una mèta infallibile, una lunga serie di deliziosi villini allineati a pochi passi dal battente del mare e sparsamente nascosti tra le aure balsamiche di foltissime pinete, hanno conferito alla Marina una fisionomia aristocratica tutta propria che si manifesterà nella sua pienezza quando il tema splendido, di cui le costruzioni costituiscono soltanto la traccia, si sarà svolto interamente sulla vasta zona territoriali massese avendo per sfondo uno dei più affascinanti spettacoli che la natura possa offrire: l'anfiteatro delle Apuane.

Intanto il Turismo locale, inizia gradualmente la sua corsa al mare, proprio grazie all'impiego della funzionante tramvia a vapore. Molte famiglie massesi però le cui condizioni economiche erano assai scarse, pur di non privare i propri bambini di una boccata d'aria sana al mare, partivano in gruppi a piedi, accorciando il lungo tracciato attraverso il gradevole percorso lungo gli argini del fiume Frigido. Quel percorso era assai per tutti divertente, tanto che, talune volte, anche i figli delle famiglie agiate massesi preferivano quella gitarella a quella predisposta dai genitori.

Al giungere dell'inverno anche la tramvia aveva rallentato le gite che venivano prontamente riprese dopo l'abbondante nevicata del 12 Dicembre 1899 perchè la neve al mare specialmente nell'entroterra del Bondano si presentava ancora più suggestiva. I fiocchi accatastati vi rimasero per alcuni giorni, per la delizia dei bimbi ed anche dei grandi. Analogo avvenimento si verificò anche nell'anno 1929, dove l'intera plaga marinella è riapparsa ammantata di bianco.

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